Nel 1997 si tenne al Lingotto di Torino un Congresso Internazionale per il centenario di Wilfred R. Bion. 

Si tennero due conferenze importanti – tra le tante interessatissime – sul rapporto Psicoanalisi/Internet portando questi temi: cosa la psicoanalisi avesse da offrire ad Internet e cosa Internet avesse da offrire alla psicoanalisi. 

Era la prima volta che se ne parlava così apertamente ed in un contesto internazionale: inoltre la presenza di Partenope Bion alla celebrazione del padre, un grande pensatore di nuovi pensieri, ha ampliato la curiosità e la disponibilità al nuovo.

Da allora ad oggi la terapia online si è evoluta rapidamente anche in Italia, nonostante la poca ufficialità dell’esperienza che rimane isolata alla pratica ed alla consapevolezza individuale di alcuni psicologi; si è comunque sviluppata e non c’è più da chiedersi SE sia possibile fare terapia online ma COME, cioè in quali contesti e peculiarità, con quale fenomenologia.

Abbiamo avuto un’accelerazione in questi mesi di clausura forzata, l’uso di Internet si è incrementato, non solamente per dei pazienti lontani per lavoro o impossibilitati a muoversi ma anche per nuovi pazienti, legati alla emergenza del Covid-19, che mai avrebbero pensato di ricorrere alla psicologia e pure online.

Ora si può parlare di Cyperspazio non solo come una fantascienza di William Gibson, ora si è veramente sempre connessi con e-mail, WhatsApp, Facebook, Linkedin per citarne alcuni.   

L’uso dell’informatica cambia la relazione poiché cambia il setting: si vede una parte della persona, il viso ed a volte un poco delle spalle, si perde l’intero corpo e il suo linguaggio, il body language che tanto racconta di noi senza averne coscienza! 

C’è una diversa posizione riflessiva, si superano gli stereotipi della psicoterapia classica della stanza dell’analisi, muta il rapporto tra azione e parola, tra comportamento e mentalizzazione, ma non la relazione profonda tra terapeuta e paziente che è reale pur con un mezzo virtuale. 

La relazione paziente-terapeuta è sempre influenzata dalle condizioni del setting, qualunque esse siano: “ogni procedura tecnica è solo un mezzo per uno scopo, e il suo uso deve dipendere dalla base del razionale di tutto il trattamento: la accuratezza psicoanalitica nella comprensione del paziente (Saul, 1951, traduzione Migone).

L’uso di Internet sembra essere diventata una pratica accettata e continuo a lavorare nel gruppo che coordino per sviluppare una teoria e tecnica del lavoro psicologico online, tale che tuteli i pazienti e alleni gli psicologi.

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