Poesia e psicoanalisi – Marzo 2019

Tu sei come una pietra preziosa
che viene violentemente frantumata
in mille schegge per poter essere 
ricostruita di un materiale più 
duraturo di quello della vita,
cioè il materiale della poesia.
(Pier Paolo Pasolini)

Poesia come autoanalisi quando si percorrono le scale dell’anima come in quell’infinito gioco che Escher ha dipinto,  quando si aprono le porte dei ricordi in una sorta di percorso in cui l’iniziazione è data dalla poesia che fa da battistrada e  srotola il gomitolo della memoria riaffiorata, dipanandolo attraverso i  molteplici colori.

Poesia come epifania della autocoscienza, raccontata agli altri, portata agli altri,  nel continuo cercare e raffinarsi: Emily Dickinson e Lee Master, Ezra Pound e Montale, Campana e Rilke, Omar Khayyan  e Rafael Alberti, Scipione e Yu Che-Nan, Catullo e Leopardi, Omero, Proust e Delfini e ancora ed ancora.

E’ difficile scegliere tra molti amori.

La psicanalisi  non è solo clinica: l’analisi è umanismo e congiunzione,  investigazione e bisturi.
La psicanalisi  è nel “registro del tempo”, è tempo  materiale e tempo spirituale: materiale nella scansione delle  sofferenze psicologiche  e fisiche; spirituale  perchè si beneficia delle potenzialità nascoste dell’anima dipanando la matassina colorata, filo dopo filo, nel percorso della propria anima.

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